Il manuale

Il Manuale della Birra

Quello che raccontiamo al banco quando c’è tempo, scritto una volta per tutte. Non serve per bere meglio: serve per capire cosa stai bevendo.

Capitolo uno

Come nasce una birra

Otto passaggi. Fra il primo e l’ultimo passano da due settimane a diversi mesi.

  1. Malto d’orzo

    Si parte dall’orzo germinato e poi essiccato. Quanto lo si tosta decide il colore della birra e buona parte del suo sapore: dal biscotto al caffè bruciato.

  2. Macinatura

    Il malto viene rotto, non ridotto in farina: serve spaccare il chicco lasciando intera la buccia, che dopo farà da filtro naturale.

  3. Macerazione

    Il macinato incontra l’acqua calda. Gli enzimi del malto si svegliano e cominciano a smontare gli amidi.

  4. Ammostamento

    Gli amidi diventano zuccheri. È il passaggio che decide quanto la birra sarà alcolica e quanto corpo avrà: bastano un paio di gradi in più o in meno.

  5. Bollitura

    Il mosto bolle e si sterilizza. Qui entra il luppolo: presto per l’amaro, tardi per il profumo.

  6. Raffreddamento

    Si scende in fretta alla temperatura giusta per il lievito. Più è rapido, meno rischi ci sono che qualcosa d’altro colonizzi il mosto.

  7. Fermentazione

    Il lievito mangia gli zuccheri e restituisce alcol, anidride carbonica e gli aromi che distinguono una ale da una lager.

  8. Confezionamento

    Fusto, bottiglia o lattina. Da qui la birra comincia a invecchiare: alcune ci guadagnano, la maggior parte va bevuta prima che possa.

Capitolo due

I quattro ingredienti

Acqua, malto, luppolo, lievito. Tutto il resto è come li si mette insieme.

L’acqua

È il novanta per cento di quello che bevi, e non è mai neutra: pH, durezza, carbonati, sodio e cloruri cambiano il gusto e la sensazione in bocca. Non è un caso se certi stili sono nati dove sono nati — la Pilsner in acqua tenerissima, la Stout in acqua dura di Dublino.

Il malto d’orzo

L’anima della birra. Dal malto dipendono il colore, il corpo, la gradazione e tutte le note dolci: pane, biscotto, caramello, cioccolato, caffè. Cambiare malto è come cambiare farina in cucina.

Il luppolo

Conserva, stabilizza e profuma. È lui a dare l’amaro e gran parte degli aromi: agrume, resina, fiori, frutta tropicale. Messo presto in bollitura amarica, messo tardi profuma e basta.

I lieviti

Trasformano lo zucchero in alcol, e nel farlo firmano la birra. Due famiglie: Saccharomyces cerevisiae per l’alta fermentazione, Saccharomyces carlsbergensis per la bassa. Poi ci sono i Lambic, che fermentano da soli con quello che c’è nell’aria.

Capitolo tre

Il colore

Si misura in gradi SRM (americani) o EBC (europei). Il colore lo decide il malto, non il luppolo: scura non vuol dire forte, e chiara non vuol dire leggera.

Tonalità SRM EBC Stili tipici
Paglierino SRM2 EBC4 Pale Lager, Witbier, Berliner Weisse
Giallo SRM3 EBC6 Maibock, Blonde Ale, Pilsner tedesca
Dorato SRM4 EBC8 Weissbier, Pilsner Urquell
Oro carico SRM6 EBC12 American Pale Ale, India Pale Ale
Ambrato SRM8 EBC16 Weissbier, Saison
Ambrato carico SRM10 EBC20 English Bitter
Ramato SRM13 EBC26 Bière de Garde, Double IPA
Ramato scuro SRM17 EBC33 Lager scura, Märzen, Amber Ale
Marrone SRM20 EBC39 Brown Ale, Bock, Dunkel, Dunkelweizen
Marrone scuro SRM24 EBC47 Irish Dry Stout, Doppelbock, Porter
Marrone molto scuro SRM29 EBC57 Stout
Nero SRM35 EBC69 Foreign Stout, Baltic Porter
Nero opaco SRM40+ EBC79 Imperial Stout

Capitolo quattro

Il bicchiere giusto

Non è pignoleria: la forma decide quanta schiuma si forma e quanti aromi arrivano al naso. La stessa birra in due bicchieri diversi sa di due cose diverse.

Flûte da pilsner

Alto e stretto: tiene le bollicine e mostra il colore.

Pilsner, Dortmunder, Vienna Lager, Maibock

Pinta

Il bicchiere di tutti i giorni: capiente, comodo, non esalta ma non tradisce.

Golden Ale, Cream Ale, American Amber Ale, American Red Ale, American Porter, American Stout, IPA, APA

Tulipano

La pancia raccoglie gli aromi, il bordo svasato li spinge al naso.

Belgian Pale Ale, Saison, Belgian Golden Strong Ale, Belgian IPA, Bière de Garde, Flanders Red Ale, Gueuze, Lambic

Ballon

Per le birre importanti: si scalda in mano e si beve a piccoli sorsi.

Dubbel, Tripel, Belgian Strong Dark Ale, Imperial IPA, Oud Bruin, Old Ale, Russian Imperial Stout, Barley Wine

Weizen

Slanciato e svasato in alto: fa spazio alla schiuma abbondante del frumento.

Hefeweizen, Kristallweizen, Weizenbock, Dunkelweizen

Stange

Piccolo e dritto: la birra finisce prima di scaldarsi.

Altbier, Kölsch, Gose, Witbier

Bicchiere da stout

Pancia in alto per la schiuma cremosa, che qui è metà del piacere.

Dry Stout, Oatmeal Stout, Sweet Stout

Boccale

Spesso e con il manico: la mano non scalda la birra.

Bock, Doppelbock, Kellerbier, Märzen, Rauchbier, Schwarzbier, Munich Helles, Mild, Brown Ale, Porter

Capitolo cinque

Come si degusta

Cinque sensi, in quest’ordine. Non serve un vocabolario da sommelier: serve prendersi trenta secondi prima del primo sorso.

  1. Vista

    Colore, limpidezza, schiuma: quanta ne fa, di che grana, quanto resta attaccata al bicchiere.

  2. Olfatto

    Prima da fermo, poi dopo aver fatto ruotare il bicchiere. Malto, luppolo e lievito parlano soprattutto qui.

  3. Gusto

    Dolce, amaro, acido, salato — e umami. Conta l’ordine in cui arrivano e quanto durano.

  4. Tatto

    Il corpo, la carbonazione, il calore dell’alcol, l’astringenza. È la parte che si dimentica di raccontare e che decide se ne vuoi un secondo.

  5. Udito

    Sì, anche quello: lo schiocco del tappo e il rumore della schiuma che si assesta fanno parte dell’attesa.

Il resto te lo raccontiamo al banco

Il libretto completo è nel locale, e si sfoglia mentre aspetti. Vieni a farti consigliare un TRIP.

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